L'articolo analizza la situazione del prezzo dell'oro, che si mantiene intorno ai 4.000 dollari dopo una correzione dai recenti massimi. Nonostante il declino abbia indebolito il momentum, il metallo giallo resta ben al di sopra della sua precedente linea di resistenza di lungo periodo, ora divenuta supporto chiave.



L'attenzione degli operatori è rivolta alla decisione della Federal Reserve del 28 ottobre. Sebbene sia ampiamente atteso un mantenimento dei tassi invariati, una pausa potrebbe offrire un sollievo limitato qualora i funzionari continuino a considerare ulteriori aumenti. 


Poiché l'oro non genera interessi, le aspettative di tassi più elevati ne riducono l'attrattiva. L'inflazione persistente resta centrale in questa prospettiva: i prezzi elevati dei carburanti aumentano i costi di trasporto e produzione, rendendo altri beni più costosi e mantenendo la pressione sulla Fed affinché valuti un altro rialzo. In questo contesto, il rapporto sull'inflazione PCE di settembre, atteso per il 29 ottobre insieme alla prima stima del PIL del terzo trimestre, fornirà indicazioni cruciali. 



Un'inflazione più bassa potrebbe attenuare i timori di ulteriori aumenti e aiutare l'oro a stabilizzarsi, mentre un'inflazione più alta manterrebbe vive queste preoccupazioni, esercitando ulteriore pressione sul metallo prezioso.



Sul fronte tecnico, il grafico dell'oro mostra ampie basi arrotondate e un pattern "cup-and-handle" al di sotto di una linea di resistenza ascendente. Dopo aver rotto questa linea, il prezzo è salito bruscamente e ora sta consolidando. 



La precedente resistenza intorno ai 3.000 dollari funge ora da supporto di lungo termine, e l'oro resta ben al di sopra di essa, suggerendo che il recente calo possa essere una correzione all'interno del trend rialzista di lungo periodo. 



Il livello di 4.000 dollari è cruciale: mantenerlo suggerirebbe stabilità, un rialzo sopra 4.228 dollari fornirebbe prove più solide di un allentamento della correzione, mentre una caduta sotto 3.975 dollari potrebbe prolungare il declino. La trendline intorno ai 3.000 dollari rimane un supporto chiave: mantenerla sostiene il trend rialzista, ma una discesa duratura sotto di essa indebolirebbe il breakout di lungo termine e aumenterebbe il rischio di ulteriori perdite.



Il rapporto oro-S&P 500 si attesta intorno a 0,524 dopo essere stato respinto dal limite superiore di un triangolo simmetrico formatosi nel corso di decenni. 




La linea di resistenza discendente ha limitato diversi picchi importanti, e l'ultimo rifiuto mostra che l'oro ha perso terreno rispetto all'S&P 500. Un movimento verso il limite superiore suggerirebbe che l'oro sta recuperando forza rispetto alle azioni. Il limite inferiore ascendente intorno a 0,45 è il principale supporto da monitorare: il rapporto ha trovato supporto vicino a questa linea più volte prima di risalire. 



Se il rapporto si mantiene sopra questo supporto e sale, l'oro sovraperformerà l'S&P 500; se scende sotto 0,45 e vi rimane, questo supporto si indebolirà. 



Il limite superiore del triangolo segna la resistenza principale: un movimento sopra di esso suggerirebbe che il rapporto sta guadagnando forza, sostenendo la tesi di una sovraperformance dell'oro rispetto all'S&P 500 nel tempo.



In conclusione, le prospettive dell'oro dipendono dalla capacità del prezzo di stabilizzarsi vicino ai 4.000 dollari e dal mantenimento del rapporto oro-S&P 500 sopra 0,45. 



I commenti della Fed sull'inflazione potrebbero orientare questo movimento, soprattutto con i costi energetici ancora elevati. L'oro resta ben al di sopra del supporto di lungo termine vicino ai 3.000 dollari, lasciando spazio alla continuazione del trend rialzista.

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